Da PunkRock Planet --> contatti
DEMO di esordio per gli A'FORA DE ARRASTU, il gruppo proviene dall'interland cagliaritano, e le 9 tracce del CD sono completamente cantate in sardo un scelta abbastanza rara, che non può che far piacere. Il gruppo è tecnicamente molto valido e lo definirei dedito al Punk'roll combattivo, che in alcuni pezzi del cd mi ricorda vagamente gli International Noise Cospirancy,comunque è un gruppo che musicalmente spazia abbastanza. I testi parlano di anti-americanismo anti-imperialismo. Le canzoni più riuscite (o per meglio dire che io preferisco), sono senz'altro Hoka Hey!, A.F.D.A., No Basis, No Scorias e Istorias.
Da Radiazioni Positive --> contatti
Verrebbe da definirlo un piccolo Manifesto politico/culturale, un inno all'autodeterminazione per il popolo Sardo, un feroce/felice atto di insubordinazione, di ribellione nei confronti dello stato accentratore e ancora, un fortissimo richiamo alla memoria storica, alla propria identità culturale e alla libertà individuale e non. Sorge dunque spontaneo definire "Istorias" come un disco politicamente schierato e militante, cosa che a mio avviso non deve assolutamente allontanare l'ascoltatore meno "sensibile" dal punto di vista ideologico, in quanto condivisibili o meno, per la maturità con la quale vengono espresse, le idee contenute in questo disco regalano un piacevole senso di compiutezza e coerenza (scordatevi la solita retorica da quattro soldi), sensazioni apprezzabili al di là di ogni interesse (e disinteresse) politico; inoltre "Istorias" è cantato interamente in Sardo, scelta che rafforza ulteriormente la validità degli intenti espressi (tranquilli, nel booklet c'è la traduzione in italiano). Dal punto di vista prettamente musicale gli "A'fora de arrastu" si collocano a metà strada tra combat rock e punk'n'roll, la qualità della registrazione non è ottima, ma comunque buona calcolando che si tratta di un lavoro completamente autoprodotto. Concludendo, per chi non se ne fosse accorto, ho apprezzato molto i contenuti e le intenzioni di "Istorias" e sono certo che gli "A'fora de arrastu" saranno capaci di un'ulteriore maturazione dal punto di vista musicale... Aspetto fiducioso il prossimo lavoro: su stadu e su traitori nosu si fadeus' intendi!
Da punkpunkpunk --> contatti
Non aspettatevi un grande album dal punto di vista musicale, in questo caso ho paura rimarreste delusi, nonostante gli A' Fora De Arrastu non siano da meno rispetto a moltissime altre band pseudo hardcore.Probabilmente rimarrete invece più colpiti dalle idee espresse chiaramente nei testi di questi ragazzi sardi.Potete condividerle o meno, ma dovete ammettere che fa sempre piacere sentire qualcuno che non parla di politica a slogan, che ha un'idea precisa ed è coerente.Combattere per degli ideali, questo dev'essere lo spirito con cui andrebbe ascoltato quest'album.I propri ideali, fondati su anni di esperienze, su conoscenze, cultura...ma attenzione: i propri ideali.Si sente che sanno quello che dicono e lo dicono perchè ci credono.Il cd è rigorosamente autoprodotto, booklet fotocopiato in bianco e nero, ogni copia è numerata a mano, la mia è la 109.Coerenza, una parola estranea a molti oggi, rivalutatela, mi raccomando. Voto: 6.5
Da Schissorhands #3 (fanzine cartacea)
Ok, questa è un’uscita secondo me da supportare ed avere anche solo per il contenuto “teorico” ed i significati espressi. Tutto il cd, 9 pezzi più una simpatica traccia nascosta, è dedicato alla memoria storica, alla cultura sarda, contro il colonialismo italo-anglo-americano (basi NATO, sfruttamento, ecc…). tutti i testi (belli, profondi, mai superficiali o scontati) sono in lingua sarda, tradotti e spiegati in italiano. Direi che il genere è punk bello potente, a tratti sul rock’n’roll, suonato davvero benissimo e molto accattivante. Supportate senza esitazioni e scrivete a: (segue indirizzo di posta e e-mail)
Da Clockwork Legion
Inizio col dire che questo autoprodotto dovreste procurarvelo, indipendentemente dai vostri gusti musicali, solo per quanto c'è scritto nel retrocopertina. Gli A'Fora De Arrastu propongono un punk-rock-hc reso melodico da arrangiamenti indiscutibilmente e piacevolmente rock 'n' roll... Insomma un genere indefinito reso ancor più particolare da liriche tutte esculisamente dialettali! Il cd contiene 9 traccie abbastanza omogenee tra loro, registrate abbastanza bene e suonate meglio, che fanno da bandiera a un progetto tutt'altro che apolitico di rivalutazione di quella memoria storica, oggi ripetutamente sottoposta a opere di censura da parte di quello che il gruppo definisce Stato-Capitale. Stupende "No scedas pro sa pati tua", "Stranju in sa terra mia" e molto bello anche l'anthem "A.F.D.A." breve, intenso e con due brevi assoli di basso e chitarra in seguenza in pieno stile rock a billy! Cos'altro posso dirvi... chiedete questo cd a Babbo Natale, ne vale decisamente la pena! Camillo
Da Sike Punk --> contatti
Prima di ascoltare il cd, ho letto quello che c’era scritto all’interno dei foglietti che fanno da booklet e dopo aver letto, mi è venuta molta voglia di ascoltare questo primo lavoro degli A FORA DE ARRASTU, gruppo sardo nato nell’agosto del 2003. Belle idee e come dicono loro: "Il filo conduttore che lega questa serie di brani è quello della memoria, oggi più che mai in preda ad un lento ma efficace processo di annientamento totale da parte dello stato capitale. Come ben si sa gli interessi coloniali mirano alla distruzione totale delle identità della lingua e delle culture (tramite scuole, chiese, carceri, militarizzazione del territorio) nel tentativo di accomunarci." Appunto per questo i testi degli A.F.D.A sono in sardo, quindi hanno voluto metterci qualcosa di più personale (dal mio punto di vista si aggiudicano un punto in più per questo). Bravi anche musicalmente, anche se il suono si può ancora migliorare, come genere lo si può definire come un combat rock, questo demo contiene 9 tracce veloci e incazzate. Il disco è totalmente autoprodotto con tanto di numerazione a “mano”, a me è capitata la copia numero “178”, manca il booklet sostituito da due fogliettini in b/n, ma secondo me questo non conta nulla, anche se a volte (purtroppo) l’occhio fa la sua parte. Per il resto ottimo ciddì da avere assolutamente tra le mani!
Da Munnezza --> contatti
Nonostante lo scetticismo che potrebbe circondare un disco parecchio artigianale e cantato in un idioma che (credo) sia il dialetto sardo, questi A' Fora De Arrastu tecnicamente sono molto migliori ed evoluti degli autori di molti dei demo che mi arrivano. Peccato per la registrazione un po' troppo grezza, un songwriting ancora da affinare e qualche ingenuità random, perché mi sarebbe piaciuto premiare ulteriormente il loro punk veloce con vari spunti più rock, sempre suonato con buona perizia. Peccato, appunto, ma nei demo (come in tutto) bisogna cercare di curare ogni aspetto.
Da Silent scream ‘zine --> contatti
Punk-rock cantato in dialetto. Gli A Fora De Arrastu provengono dalla Sardegna e digrignano nove tracce suonate con inaspettate qualità tecniche e con un veemente piglio combattente, in una confezione spartana, in perfetto stile DIY. “Istorias” è un demo lontano dalla perfezione, cominciamo a mettere le cose in chiaro, ma riesce a sopperire alle sue (molte) mancanze con quella che è la qualità più importante per una punk-band: la coerenza. Tutte le persone che non sanno niente del punk, dell’urgenza nichilista di un movimento che incarna l’onestà più assoluta e allo stesso tempo lo svilimento dell’onestà per denaro (quello che in inglese si chiama ‘sell out’) è meglio che stiano alla larga da questo lavoro. Attitudine stradaiola, anti-borghese ed anti-intellettuale, lotta al sistema: tutti questi aspetti, insieme alle inevitabili battaglie per la propria terra, fanno del lavoro dei A Fora De Arrastu un ascolto quasi obbligato, anche se, come già detto, l’opera non è immune da difetti. Ad esempio, una registrazione grezza ai limiti dell’ascolto, oppure una caratterizzazione delle singole canzoni che fa ampio uso di cliché e luoghi comuni. Ma, non mancano i momenti efficaci e i motivi d’interesse, soprattutto quando si devia verso un rock’n’roll delinquenziale (“Kandu...”) e quando si tenta la carta dell’emotività (“No Scedas Pro Sa Pati Tua”). Molto meno quando si percorrono i risaputi sentieri dello ska (“No Basis, No Scorias”). Insomma, il gruppo sardo non sarà dotato di un grandissimo talento, ma qualcosa di interessante lo rifila comunque, tanto da far drizzare le antenne agli addetti ai lavori. Flavio Ignelzi
Da Staypunk --> contatti
Ci sono gruppi che nonostante difficilmente suoneranno a più di 10 km lontani da casa cantano lo stesso in inglese perchè magari "se uno della Thailandia ascolta la canzone poi non capisce i testi". I A’Fora de arrastu cantano invece esclusivamente in sardo perchè la gente a cui desiderano comunicare qualcosa è prima di tutto quella che parla la loro lingua. Il gruppo non vuol essere soltanto un motivo di svago ma anche un progetto con cui salvaguardare l'identità linguistico culturale delle Sardegna. Più che meritevoli a livello di attitudine ma validi anche dal punto di vista musicale. Per quanto il sardo mi risulti incomprensibile (ma è comunque presente la traduzione dei testi) la musica è grintosa e decisa, le chitarre vibrano con cattiveria producendo suoni che riportano alla mente echi di Black Flag e reminiscenze della cara vecchia scuola. I nuovi kids magari non capiranno ma io ho decisamente apprezzato